Charlie Brown

"Solo gli imbecilli non hanno dubbi"
"Ne sei sicuro ?"
"Non ho alcun dubbio!"
(Luciano De Crescenzo)


Chi ha paura di Virginia Woolf (e del lupo cattivo)?


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Un nonsense, a partire dal titolo. Un dramma dove non si riesce a cogliere il filo e il fine del discorso, dove sotto l'illogicità della trama (e del titolo) è nascosta la verità.
Nulla di strano se si pensa che Edward Albee, autore di Chi ha paura di Virginia Woolf?, è stato l'artefice del teatro dell'assurdo e che, proprio con tale opera del lontano 1962, fu in grado di mettere sotto shock la platea di Broadway per aver messo in discussione la morale convenzionale americana, una sorta di denuncia che smascherava le bugie, le ipocrisie, i nodi irrisolti e i segreti di una società celata dietro un'apparente immagine piccolo borghese o borghese. Lo scandalo fu reso tanto più grande perché Albee, nel mettere in atto la propria opera, scelse la strada più semplice e immediata: utilizzare il fondo oscuro dei sentimenti di coppia mettendo in piazza i retroscena del rapporto tra marito e moglie. continua a leggere
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Autrice : Carla Iannacone | Categoria : Recensioni | Commenti pubblicati dagli utenti : 0 | Data : 30/12/24

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TRAUMNOVELLE, e il sogno continua...



Prima di prendere posto in sala, le luci nel foyer del Teatro Argot Studio diventano soffuse. È l’inizio di un sogno. O di un incubo.
In palcoscenico non si ha più cognizione della realtà. È già sera fuori? È ancora pomeriggio, oppure è giorno?
È buio dentro. Un uomo si desta dal suo torpore.

Viene raggiunto dalla moglie che siede con lui sul letto. Discutono. Di tutto quello che è successo la sera prima. Cos’è Albertine, sei gelosa? Ebbene sì, il dottor Fridolin è stato corteggiato ed ha corteggiato a sua volte due giovani ragazze durante il ballo in maschera a cui hanno preso parte la sera prima; eh… ma Albertine non è da meno… Qualche estate fa in Danimarca, durante una vacanza con lui e la figlioletta, anche lei era stata attratta sessualmente da un ufficiale tedesco e, se solo lui le avesse fatto capire di desiderarla anche per una sola volta, non avrebbe esitato un attimo a mettere in discussione il suo amore per il marito e la figlia.
Da questo momento succedono una serie di avvenimenti che coinvolgeranno Fridolin in «un’ombra di avventura, di libertà e di pericolo», avvenimenti che si svolgeranno tutti nell’arco di una notte. continua a leggere

Autrice : Carla Iannacone | Categoria : Recensioni | Commenti pubblicati dagli utenti : 0 | Data : 30/12/24

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Le Muse Orfane, un dramma familiare



Una famiglia non si sceglie, nasci e te la ritrovi intorno che ti sorride, afferma lo scrittore Luciano De Crescenzo. Nel testo di Michel Marc Bouchard, Le Muse Orfane, al contrario quella che si para davanti agli occhi dello spettatore è una famiglia solo apparente, scomposta; ciò che lega i quattro fratelli protagonisti di questo dramma è solo un vincolo di sangue, senza il quale non avrebbero più nulla in comune.

Caterina (Antonella Attili), Martina (Stefania Micheli), Isabella (Elodie Treccani) e Luca (Paolo Zuccari) hanno perso la loro madre quando erano piccoli, da allora ognuno cerca di tirare avanti nella vita come meglio può. Caterina, la maggiore, è rimasta a vivere nella casa paterna insieme alla sorella più piccola Isabella, Martina ha scelto la carriera militare come suo padre (morto in guerra) emigrando in America e Luca è alle prese con un romanzo che scrive da vent’anni e che ancora non riesce a pubblicare. continua a leggere

Autrice : Carla Iannacone | Categoria : Recensioni | Commenti pubblicati dagli utenti : 0 | Data : 30/12/24

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Le stagioni di Zhat



Il romanzo di Sonallah Ibrahim, diversamente dai tanti altri testi che siamo abituati a leggere, snoda la sua narrazione nell’Egitto contemporaneo attraverso le tre presidenze di Nasser, di Sadat e di Mubarak, trinità politica che demarca i decenni in cui si sviluppano le vite quotidiane dei personaggi.

Lo scenario, costellato da varie mutazioni che risalgono dagli anni ‘60 agli anni ‘80, è quello di un condominio situato in una zona del Cairo dove si sviluppano le vicende di Zhat (la vera protagonista del romanzo) e suo marito Abdel Meghid, prima giovani sposini e poi maturi coniugi con prole, con tanto di contorno di vicini, parenti e colleghi di lavoro. continua a leggere

Autrice : Carla Iannacone | Categoria : Recensioni | Commenti pubblicati dagli utenti : 0 | Data : 09/12/24

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Femme Letale, la violenza non ha un sesso né un nome


​Che cos'hanno in comune Pauline, Juliet, Denise, Catherine ed Elvira, oltre ad essere donne? La debolezza? L'emotività? Il sentimentalismo elevato alla massima potenza? Cos'è che spinge un uomo ad uccidere?Ogni anno in Italia si registrano sempre più casi di femminicidio e il "movente" sembra essere sempre lo stesso: quello di considerare la propria partner come un oggetto personale, spogliata della sua libertà e del suo essere individuo, di cui disporre a proprio piacimento. Ma cosa succederebbe se le cose si capovolgessero? Se la donna, da vittima, diventasse l'esecutore materiale di un omicidio?

​In Femme Letale, spettacolo ideato e diretto da Natascia Bonacci si assiste ad una catartica e distorta rivalsa di quanto avviene consuetudinariamente, così Pauline, Juliet, Denise, Catherine ed Elvira diventano protagoniste di fatti di sangue esponendosi in prima persona e questa volta in vesti insolite: quella del carnefice. continua a leggere​

Autrice : Carla Iannacone | Categoria : Recensioni | Commenti pubblicati dagli utenti : 0 | Data : 09/12/24

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Il fu Mattia Pascal e il flop dell'introspezione



Tra Il fu Mattia Pascal e altri lavori teatrali che lo hanno preceduto adattati da Daniele Pecci la prima cosa che salta all’occhio dello spettatore è la “staticità” della vicenda che vien resa ancora più greve da una scenografia che resta anch’essa immutata per gran parte del tempo. 

La storia comincia dalla fine. È lo stesso Mattia Pascal (Daniele Pecci) a raccontarla. Lo ritroviamo in una biblioteca di un vecchio convento sconsacrato insieme a Don Eligio (Rosario Coppolino) al quale racconta chi egli era e quel che era la sua vita e di quello che gli resta ormai della sua identità.

La scena è allestita con scaffali in legno scuro (costituiti da pannelli scorrevoli che simulano il cambio di scena e di ambientazione) colmi di libri; al centro un tavolo, anch’esso in legno, e due sedie. La cupezza, data dal colore del mobilio, indica che quel che verrà narrato di lì a poco non reca con sé i toni di una felice vicenda ma, al contrario, segnerà le sfumature grigie e drammatiche che ne caratterizzeranno l’epilogo. continua a leggere


Autrice : Carla Iannacone | Categoria : Recensioni | Commenti pubblicati dagli utenti : 0 | Data : 09/12/24

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